Loro e noi (II / III / IV)

 

del SUBCOMANDANTE MARCOS

Seconda parte del messaggio “Loro e noi”. La prima parte è all’indirizzo /2013/01/21/loro-e-noi/

LORO E NOI

II – La Macchina in 2 cartelle

Gennaio 2013

Parla il venditore:

Si chiama “globalizzazione neoliberale versione 6.6.6., ma preferiamo chiamarla “la selvaggia” o “la bestia”. Sì, un appellativo aggressivo, d’impulso, molto grrr. Sì, l’ho imparato al corso di sviluppo personale “Come vendere un incubo” … ma torniamo alla macchina. Il suo funzionamento è molto semplice. È autosufficiente (o “sostenibile”, come poi si dice). Produce guadagni esorbitanti… Che cosa? Investire parte di quei guadagni per ridurre la fame, la disoccupazione, la mancanza d’istruzione? Ma se sono esattamente queste mancanze a far funzionare questa meraviglia! Che ne dice, eh? Una macchina che produce contemporaneamente il combustibile di cui ha bisogno per funzionare: la miseria e la disoccupazione.

Certo, produce anche merci, ma non solo. Guardi: supponiamo di produrre qualcosa di completamente inutile, di cui nessuno ha bisogno, senza mercato. Bene, questa meraviglia non solo produce l’inutile, ma crea anche il mercato dove quella inutilità si trasforma in un genere di prima necessità.

Le crisi? Certo, prema questo pulsante qui… no, quello no, quello è il bottone di “espulsione”, l’altro… sì. Bene, prema questo tasto e tatan!, ecco la crisi che serve, completa, coi suoi milioni di disoccupati, i suoi carri armati antisommossa, le sue speculazioni finanziarie, le sue siccità, la sua fame nera, la sua deforestazione, le sue guerre, le sue religioni apocalittiche, i suoi salvatori supremi, le sue prigioni e cimiteri (non per i salvatori supremi), i suoi paradisi fiscali, i suoi programmi assistenziali con sigla musicale e coreografia incluse… certo, un po’ di carità sarà sempre ben vista.

Ma non è tutto, mi permetta di mostrarle questo demo. Quando lo imposta su “distruzione/spopolamento-ricostruzione/riordino” fa miracoli. Guardi questo esempio: vede questi boschi? No, non si preoccupi per quegli indigeni… sì, sono del popolo Mapuche, ma potrebbero essere yaquis, mayos, nahuas, purépechas, maya, guaranì, aymarás, quechúas. Bene, prema il tasto “play” e vedrà che i boschi spariscono (anche gli indigeni, ma non sono importanti), ora guardi come tutto si trasforma in una landa, aspetti… lì arrivano le macchine, e voilà!: ecco il campo da golf che aveva sempre sognato, col suo residence esclusivo e con tutti i servizi. Ah, meraviglioso no?

E’ accompagnato da un software di ultimissima versione. Faccia click qui, dove dice “filtro”, e nella sua tv, radio, giornali, riviste, feisbuc, tuitter, yutub, appariranno solo complimenti e lodi per lei e per i suoi. Sì, elimina ogni commento, scritto, immagine, rumore, tutta la cattiva energia che le viene da quei plebei anonimi, sporchi, brutti e cattivi… e volgari, sì.

Ha il cambio a leva (anche se può passare al pilota automatico con un solo click); eliporto; un biglietto aereo no, perché poi non esiste posto dove fuggire, però sì, un posto sarebbe sulla navetta spaziale più prossima alla partenza; ha anche il suo “mall” super-iper-mega esclusivo; campo da golf; bar; yacht club; un diploma di Harvard già incorniciato; casa di villeggiatura; pista di ghiaccio… sì, lo so, che cosa faremmo senza la sinistra moderna e le sue trovate? Ah, e con questa meraviglia lei potrà stare in “tempo reale” e simultaneamente in qualunque parte del pianeta, è come se avesse il proprio esclusivo bancomat globale.

Mmh… sì, include una bolla papale per assicurarsi un posto V.I.P in cielo. Sì, lo so, ma sull’immortalità stiamo lavorando. Nel frattempo, possiamo installare come accessorio (costo a parte, chiaro, ma sono sicuro che questo non è un problema per qualcuno come lei) una stanza antipanico! Sì, perché poi a quei vandali vengono delle pretese come quella che “la terra è di chi la lavora”. Oh, ma non c’è da preoccuparsi. Per questo abbiamo governanti, partiti politici, nuove religioni, “reality show”. Ma, è solo una supposizione, e se per caso fallissero? Ovviamente, in questioni di sicurezza nessuna spesa è onerosa. Certo, lasci che prenda nota: “includere Stanza Antipanico”.

Comprende inoltre uno studio tv, uno radiofonico ed un tavolo di redazione. No, non mi fraintenda. Non sono per guardare la televisione, né ascoltare la radio, né leggere giornali e riviste, quello è per i porci. Sono per produrre l’informazione e il divertimento di quelli che fanno funzionare la macchina. Non è geniale?

Cosa? Oh… bene… sì… mi temo che questo piccolo problema non sia stato risolto dai nostri specialisti. Sì, se la materia prima, voglio dire, se la moltitudine plebea si ribella non c’è niente da fare. Sì, forse anche la “stanza antipanico” sarebbe inutile in quella situazione. Ma non bisogna essere pessimisti, pensi che quel giorno… o notte… è molto lontano. Sì, l’ottimismo “new age” l’ho imparato sempre nel corso di sviluppo personale. Eh? Come? Sono licenziato?

(continua…)

Da qualche posto, in qualunque parte dei mondi.

SupMarcos
Pianeta Terra
Gennaio 2013

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Ascolta e guarda i video che accompagnano questo testo: link

 

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

 

LORO E NOI

III – I Capoccia

In qualche luogo del Messico…

L’uomo colpisce, furioso, il tavolo.

Annientateli!

– Signore, con tutto il rispetto E’ da più di 500 anni che ci proviamo. Gli imperi che si sono succeduti hanno tentato con tutto il potere militare dell’epoca.

– E perché sono ancora lì?

– Emm… stiamo ancora cercando di capirlo – il lacchè guarda con rimprovero il tipo in divisa militare.

Il militare si alza e, sull’attenti, tende il braccio destro, con la mano estesa, e grida con entusiasmo:

Heil…! Scusate, volevo dire, saluto, signore – Dopo aver rivolto un’occhiata minacciosa che zittisce le risatine degli altri commensali, continua:

- Il problema, signore, è che quegli eretici non ci affrontano dove siamo forti, ci girano intorno, ci attaccano nelle nostre debolezze. Se fosse una questione di piombo e fuoco, già da tempo quelle terre, con i loro boschi, acqua, minerali, persone, sarebbero state conquistate e così lei avrebbe potuto offrirle in tributo al grande Capo, signore. Quei codardi, invece di affrontarci con i loro eroici petti nudi, o con archi, frecce e lance, e morire da eroi (sconfitti sì, ma da eroi), si preparano, si organizzano, si mettono d’accordo, ci prendono in giro, si nascondono quando si tolgono la maschera. Ma non saremmo in questa situazione se mi avessero coinvolto quando tutto è cominciato – e guarda con riprovazione il commensale sulla cui targhetta sul tavolo si legge “chupa-cabras versione 8.8.1.3“.

Il commensale sorride e dice:

Generale, con tutto il rispetto, non avevamo una bomba atomica. Ed anche se ne avessimo potuta avere una dai nostri alleati (il commensale che ha la targhetta con scritto “ambasciatore” ringrazia per la menzione), saremmo riusciti ad annichilire tutti gli aborigeni, ma avremmo distrutto anche i boschi e l’acqua, oltre a rendere i lavori di esplorazione e sfruttamento di minerali  impossibili per, diciamo, vari secoli.

Interviene un altro dei lacchè:

Abbiamo promesso loro che alla loro morte ci sarebbero state canzoni e poemi in lode al loro sacrificio, corridos, film, tavole rotonde, saggi, libri, opere teatrali, statue, il loro nome in caratteri d’oro. Li abbiamo avvertiti che se si impegnavano a resistere e continuare a vivere, avremmo diffuso voci e dubbi sul perché non sono spariti, perché non sono morti, e che avremmo detto che loro erano una nostra creazione, che avremmo intrapreso una campagna di discredito tale che avrebbero perfino avuto il sostegno di alcuni intellettuali, artisti e giornalisti progressisti – I commensali ai quali allude fanno un gesto di approvazione, benché più di uno si mostri infastidito per così tanti “isti.

L’uomo interrompe impaziente:

E?

Ci hanno risposto così – (il lacchè mostra il pugno col dito medio alzato).

I commensali si agitano indignati e reclamano:

Plebei! Villani! Rozzi! Barboni!

Il lacchè è ancora col dito medio alzato di fronte all’uomo che lo riprende:

Ok, ho capito, abbassa la mano.

Il lacchè abbassa lentamente la mano mentre strizza l’occhio agli altri commensali. Poi continua:

Il problema, signore, è che queste persone non hanno il culto della morte, ma della vita. Abbiamo cercato di eliminare i loro leader visibili, comprarli, sedurli.

Quindi?

Oltre al fatto che non ci siamo riusciti, ci siamo resi conto che il problema maggiore sono i leader invisibili.

Ok, trovateli.

Li abbiamo già incontrati, signore

E?

Sono [email protected], signore.

- Come [email protected]?

Sì, tutte, tutti. Questo è uno dei messaggi che hanno lanciato il giorno della fine del mondo. Ma siamo riusciti a non far trapelare sui mezzi di comunicazione, e credo che qui possiamo dirlo senza paura che qualcun altro lo sappia, che hanno usato un codice affinché noi capissimo: quello che sta sopra il palco è il capo.

- Cosa?! 40 mila capi?

Emm… signore, scusi, questi sono quelli che abbiamo visto, bisognerebbe aggiungere gli altri che non abbiamo visto.

Allora corrompeteli. Immagino che abbiamo denaro a sufficienza – aggiunge rivolgendosi al commensale con la targhetta “cassiere non automatica”.

Il cosiddetto “cassiere” dice balbettando:

- Signore, dovremmo vendere qualche bene dello Stato ma ormai non c’è quasi più nulla.

Il lacchè interviene:

Signore, c’abbiamo provato.

E?

Non hanno prezzo.

Dunque, convinceteli.

- Non capiscono quello che diciamo. E a dire il vero, anche noi capiamo quello che dicono. Parlano di dignità, di libertà, di giustizia, di democrazia…

Bene, allora facciamo come che se non esistessero. Così moriranno di fame, malattie curabili, con un buon blocco informativo, nessuno se ne accorgerà fino a che sarò troppo tardi. Ok, uccidiamoli di oblio.

Il commensale che somiglia sorprendentemente ad un chupa-cabras fa un segno di approvazione. L’uomo ringrazia per il gesto.

Sì, signore, ma c’è un problema.

Quale?

Anche se li ignoriamo, si ostinano a continuare ad esistere. Senza le nostre elemosine, scusate, volevo dire senza il nostro aiuto, hanno costruito scuole, hanno coltivato la terra, realizzato cliniche ed ospedali, migliorato le abitazioni e la loro alimentazione, abbassato i livelli di criminalità, sconfitto l’alcolismo. Oltre ad aver proibito la produzione, distribuzione e consumo di stupefacenti, elevato la loro speranza di vita quasi equiparandola con quella delle grandi città.

- Ah, cioè che continua ad essere più alta nelle città – l’uomo sorride soddisfatto.

No signore, quando dico “quasi” è che la loro è più alta. La speranza di vita nelle città si è ridotta grazie alla strategia del suo predecessore, signore.

Tutti si voltano a guardare con scherno e riprovazione il personaggio con la cravatta blu.

Vuoi dire che quei ribelli vivono meglio di quelli che corrompiamo?

Assolutamente, signore. Ma non dobbiamo preoccuparci di questo, abbiamo predisposto una campagna mediatica ad hoc per rimediare a questo.

E?

- Il problema è che né loro né i nostri guardano la televisione, leggono i nostri giornali, non hanno twitter, né facebook, nemmeno il cellulare. Loro sanno di stare meglio ed i nostri sanno di stare peggio.

Si alza la commensale con il cartellino “sinistra moderna”:

Signore, se permette. Con il nuovo programma di Solid… scusi, volevo dire con la Crociata Nazionale…

Il lacchè la interrompe spazientito:

Dai Chayo, non cominciare con i discorsi per i media. Tutti noi concordiamo che il nemico principale sono quei maledetti indios e non l’altro innominabile. Quello l’abbiamo ben infiltrato e circondato da personale del signore qui presente.

Quello con cartellino chupa cabras annuisce con soddisfazione e riceve grato le pacche sulle spalle dei vicini commensali.

Il lacchè continua:

Ma tu ed io, e tutti i presenti, sappiamo che la faccenda dei programmi sociali è una bugia, che non importa quanti soldi si investano, alla fine dell’imbuto non resta niente. Perché ognuno si prende la sua fetta. Dopo il signore, con tutto il rispetto, tu ne prendi una buona parte, e così tutti i presenti, poi i signori governatori, i comandi delle zone militari e navali, le legislature locali, i presidenti municipali, i commissari, i leader, gli addetti, i cassieri, alla fine, resta poco o niente.

L’uomo interviene:

- Allora bisogna fare qualcosa, altrimenti il Capo cerca altri capoccia e voi sapete bene, signore e signori, cosa significa: la disoccupazione, lo scherno, forse la prigione o l’esilio.

Il personaggio titolato “chupa-cabras” trema e fa un gesto affermativo.

Ed è urgente, perché se quegli indios zampa-storta… (la figlia del signore fa una smorfia schifata, la signora improvvisamente si sente male e diventa verde). La signora si ritira adducendo qualcosa su una gravidanza.

L’uomo prosegue:

Se quegli stronzi di indios si uniscono, ci troveremmo con grossi problemi perché…

Emm, emm, signore - interrompe il lacchè.

- Sì?

Temo che ci sia un problema più grande, cioè, peggiore, signore.

Più grave? Peggiore? Cosa può esserci di peggio degli indios insorti?

- Beh, che si mettano d’accordo con gli/le [email protected], signore -.

Gli/le [email protected]? Chi sono? -

- Mm… aspetti che guardo… beh, contadini, operai, disoccupati, giovani, studenti, maestri, impiegati, donne, uomini, anziani, professionisti, gay, punk, rasta, skater, rapper, hip-hopers, rocker, metallari, autisti, coloni, ong, ambulanti, bande, razze, villani, plebei…-

- Basta!, ho capito… credo.

I lacchè si scambiano un sorrisetto complice.

Dove sono i leader che abbiamo corrotto? Dove sono quelli che abbiamo convinto che la soluzione di tutto è diventare come noi?

- Sono sempre in meno a crederci, signore. E’ sempre più difficile controllare i loro uomini.

Cercate chi corrompere! Offrite soldi, viaggi, programmi televisivi, seggi, governi! Ma soprattutto soldi, tanti soldi!

- Lo stiamo facendo, signore, ma … – il lacchè tentenna.

- E? – lo pressa l’uomo.

Ne troviamo sempre di più…

- Magnifico! Allora, c’è bisogno di altri soldi?

Signore, voglio dire che ne troviamo sempre di più che non si lasciano corrompere.

- E col terrore?

Signore, sono sempre di più a non aver paura, o se ce l’hanno, la controllano.

L’inganno?

Signore, sono sempre di più le persone che pensano con la propria testa.

Allora bisogna distruggerli tutti!

- Signore, se spariscono tutti, spariscono anche i nostri. Chi seminerà la terra, chi farà funzionare le macchine, chi lavorerà nei grandi media, chi ci servirà, chi combatterà le nostre guerre, chi ci loderà?

Allora bisogna convincerli che noi siamo necessari quanto loro.

Signore, oltre al fatto che ci sono sempre più persone che rendono contro che non siamo necessari, sembra che il Capo stia dubitando della nostra utilità, e per “nostra” mi riferisco a tutti noi.

Gli invitati al tavolo del signore si agitano nervosamente sulle sedie.

- Dunque?

Signore, mentre cerchiamo un’altra soluzione, perché quella del “Patto” non è servita a niente, e visto che bisogna evitare la vergogna di ospitarlo di nuovo in un bagno, abbiamo acquisito qualcosa di più adatto: una “stanza antipanico!”

I commensali si alzano e applaudono. Tutti si affollano intorno alla macchina. L’uomo entra e si mette ai comandi.

Il lacchè, nervoso, avverte:

Signore, faccia attenzione a non premere sul tasto “espulsione”.

Questo?

Nooooooooooooooo!

Truccatori e burattinai corrono a prestare aiuto.

Il lacchè si rivolge ad uno dei cameraman che ha filmato tutto:

- Cancella questa parte… E dì al Capo che prepari un fantoccio di scorta. Questo bisogna “resettarlo” ogni volta.

I commensali si aggiustano la cravatta, la gonna, si pettinano, tossicchiano cercano di richiamare l’attenzione. I click delle telecamere e la luce dei flash oscurano tutto…

(continua…)

Da qualche luogo in qualunque mondo.

SupMarcos
Pianeta Terra
Gennaio 2013

Dati ricavati dalla Relazione #69 del Servizio di Intelligenza Autonoma (SIA) su quanto sentito e visto in una riunione ultra-arci-super-iper segreta, realizzata in Messico, D.F. cortile degli Stati Uniti, latitudine 19° 24´ N, longitudine 99° 9´ W. Data: alcune ore fa. Classificazione: solo per i tuoi occhi. Raccomandazione: non rendere pubblica questa informazione perché ci sgamano. Nota: mandate altro pozol perché Elías l’ha finito al grido di “reggetevi che c’è fango!”, e sta ballando ska sul motivo dei Tijuana No, “Trasgresores de la Ley”, nella versione di Nana Pancha. Sì, il pezzo è forte, ma è dura entrare in slam perché Elías indossa scarponi da minatore con punta di acciaio.

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Ascolta e guarda i video che accompagnano il testo: Link

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

 

Gennaio 2013
Quante volte una pattuglia ci ha fermato per strada per il reato di
“avere una faccia” sospetta o una cresta e dopo un po’ di botte ci hanno
derubato e poi lasciato andare?
“Repressione e Criminalizzazione”, Cruz Negra Anarquista-México. Gennaio/2013
- E i giovani che ora vedono in te un eroe e l’esempio di una 
persona che è stata ingiustamente punita da un sistema repressore? -
- Eroe, no. Eroe è ognuno di quei giovani che escono ogni giorno in strada
ad organizzarsi per cambiare questa società ingiusta e questo sistema
economico, politico. E si organizzano, si difendono… Non temano, la
paura sarà dall’altra parte -
Alfonso Fernández, detenuto secondo il 14N, nello Stato Spagnolo,
intervistato da Shangay Lily, per Kaos en la Red. gennaio 2013
“È necessario un nemico per dare al popolo una speranza. (…) Ora,  
il sentimento dell’identità si fonda sull’odio verso chi non è 
uguale. Bisogna coltivare l’odio come passione civile. Il nemico è  
l’amico dei popoli. È necessario avere chi odiare per trovare giustificazione 
della propria miseria. Sempre. L’odio è la vera passione primordiale.”
Umberto Eco. Il Cimitero di Praga.
Dove e quando comincia la violenza?
Vediamo.
Di fronte allo specchio, in qualunque calendario e in qualunque geografia…
Immagina di essere diverso dalla gente comune.
Immagina di essere molto altro.
Immagina di avere un certo colore della pelle o dei capelli.
Immagina di essere disprezzato e umiliato e perseguitato e imprigionato e ucciso
per questo motivo, per essere diverso.
Immagina che da quando nasci, tutto il sistema ti dice e ti ripete che sei strano, anormale, malato, che devi pentirti di quello che sei e che, dopo averlo attribuito alla sfortuna e/o alla giustizia divina, devi fare tutto
quanto possibile per modificare questo “difetto di fabbrica”.
/ Bene, vede, abbiamo proprio un prodotto che fa semplicemente
m-e-r-a-v-i-g-l-i-e per i difetti congeniti. Questo pensiero la solleva
dalla ribellione e da quel fastidioso lamentarsi sempre di tutto. Questa crema
le cambia il colore della pelle. Questa tintura per capelli le dà la tonalità di
moda. Questo corso di “come farsi gli [email protected] ed essere popolare nella rete” le
fornisce quello che serve per essere una persona moderna. Questo trattamento
le restituirà la giovinezza. Questo dvd le mostrerà come comportarsi a tavola,
per strada, sul lavoro, al letto, nelle aggressioni illegali (ladri), nelle
aggressioni legali (banche, governanti, elezioni, imprese legalmente
riconosciute), nelle riunioni sociali… come? Oh, non la invitano alle
riunioni sociali?… ok, le dice anche come farsi invitare.
Infine, da qui conoscerà il segreto di come vincere nella vita.
Avrà più follower in twitter di Lady Gaga e yustin biber! Include
una maschera a sua scelta. Ne abbiamo di ogni tipo! Anche quella di CSG
ok, ok, ok, questo è stato un brutto esempio, ma ne abbiamo una per ogni necessità.
Non la guarderanno più schifati! Non le diranno più [email protected], [email protected], plebeo,
[email protected], región 4, zombie, filozapatista! /
 
Immagina che, nonostante tutti i tuoi sforzi e buone azioni, non riesci a nascondere il suo colore della pelle o dei capelli.
Ora immagina che si lanci una campagna per eliminare [email protected] quelli come te.
Non è che ci sarà un evento per dare inizio a questa campagna, o una legge che lo stabilisca, ma ti accorgi che tutto il sistema comincia a rivolgersi contro di te e contro chi è come te. Tutta la società è trasformata in una macchina il cui scopo principale è annichilirti.
Dapprima ci sono sguardi di disapprovazione, schifo, disprezzo. Seguono gli insulti, le aggressioni. Poi ci sono arresti, deportazioni, prigioni. Quindi morti qua e là, uccisioni legali e illegali. Infine, la vera campagna, la macchina in tutta la sua capacità, per far sparire te e [email protected] [email protected] come te. L’identità di chi forma la società si regge sull’odio verso di te. La tua colpa? Essere diverso.
-*-
Ancora non lo vedi?
Ok, immagina dunque di essere… (coniuga al maschile, al femminile o altro, secondo il caso).
Un indigeno in un paese dominato da stranieri. Una squadra di elicotteri militari si dirige sulle tue terre. La stampa dirà che l’occupazione del parco eolico impediva la diminuzione dell’inquinamento o che la selva veniva distrutta. “Lo sgombero era necessario per ridurre il riscaldamento globale del pianeta”, dice il ministro.
Un nero in una nazione dominata da bianchi. Un giudice WASP emette la sentenza. La giuria ti ha dichiarato colpevole. Tra le prove presentate dalla procura c’è un’analisi della pigmentazione della tua pelle.
Un ebreo nella Germania nazista. L’ufficiale della Gestapo ti guarda fisso. Il giorno dopo nel rapporto si dirà che la razza umana è stata depurata.
Un palestinese nella Palestina attuale. Il missile dell’esercito israeliano punta sulla scuola, l’ospedale, il quartiere, la casa. Domani i media diranno che si sono abbattuti su obiettivi militari.
Un immigrato dall’altra parte di qualsiasi frontiera. Si avvicina una pattuglia della migra. Il giorno dopo non apparirà niente nei notiziari.
Un prete, una suora, un laico che ha optato per i poveri, in mezzo all’opulenza del Vaticano. Il discorso del Cardinale si rivolge contro chi si immischia nelle cose terrene.
Un venditore ambulante in un centro commerciale esclusivo in una zona residenziale esclusiva. Il furgone della celere staziona. “Difendiamo il libero commercio”, dichiarerà il delegato governativo.
Una donna sola, di giorno o di notte, su un mezzo pubblico pieno di uomini. Una piccola variazione nella percentuale di “violenza di genere”. L’agente di polizia dirà: “E’ che sono loro a provocare.”
Un gay solo, di giorno o di notte, su un mezzo pubblico pieno di maschi. Una minima variazione nella percentuale di “violenza omofobica”.
Una lavoratrice del sesso in una strada isolata… si avvicina una pattuglia. “Il governo combatte con efficienza la tratta delle bianche”, dirà la stampa.
Un punk, un rasta, uno skater, un cholo, un metallaro, per strada, di notte… si avvicina un’altra pattuglia. “Vogliamo inibire le condotte asociali e il vandalismo”, dice il capo di governo.
Un graffitaro mentre “scrive” nel World Trade Center… si avvicina un’altra pattuglia. “Faremo tutto il necessario per avere una città bella e attraente per il turismo”, qualsiasi funzionario.
Un comunista in una riunione del partito fascista di destra. “Siamo contro i totalitarismi che tanto danno hanno fatto nel mondo”, il presidente del partito.
Un anarchico in una riunione del partito comunista. “Siamo contro le deviazioni piccolo-borghesi che tanto danno hanno fatto alla rivoluzione mondiale”, il segretario generale del partito.
Un programma del notiziario “31 minutos” nella striscia informativa della Cnn. Tulio Triviño e Juan Carlos Bodoque si guardano sconcertati, non dicono niente.
Un gruppo musicale alternativo che cerca di vendere il suo disco ad un concerto di Lady Gaga, Madonna, Justin Bieber, o chiunque altro. La folla si avvicina. I fan gridano arrabbiati.
Un’artista che danza fuori dal grande centro culturale (sì-di-gala-solo-su-invito-spiacenti-signorina-lei-sta-disturbando) dove si sta esibendo il balletto del Bolscioi. La Sicurezza procede a ristabilire la tranquillità.
Un anziano in una riunione presieduta dal ministro giapponese delle finanze Tarò Asó (ha studiato a Stanford e poco tempo fa ha chiesto agli anziani di “sbrigarsi a morire” perché costa molto che continuino a vivere). Altri tagli alla spesa sociale.
Un Anonymous che critica il “copyright” in una riunione degli azionisti di Microsoft-Apple. “Un pericoloso hacker dietro le sbarre“, tuonano i media.
Un giovane Mapuche che in Chile reclama il territorio dei suoi antenati mentre arrivano i blindati e il verde minaccioso dei carabineros. La pallottola che lo ferirà mortalmente alla schiena resterà impunita.
Un ragazzo e/o studente o disoccupato ad un posto di blocco dell’esercito-polizia-guardia civil-carabineros. L’ultima cosa che ha sentito è “Sparate!
Un comunero nahua negli uffici di una multinazionale. Uomini in divisa lo sequestrano. “Stiamo indagando”, i rispettivi govierni.
Un dissidente di fronte ai muri di grigio metallo, mentre dall’altra parte della frontiera la classe politica messicana ingoia il rospo di una nuova imposizione. Riceve il colpo di una pallottola di gomma che gli fa perdere un occhio o gli rompe il cranio. “Ci appelliamo all’unità nazionale per il bene del paese. E’ ora di lasciarci dietro le controversie”, prime pagine dei notiziari.
Un contadino di fronte a un esercito di avvocati e poliziotti che si sente dire che la terra che coltiva, dove sono nati e cresciuti i suoi genitori, i suoi nonni, i suoi trisnonni, e così fino a che il tempo si confonde, ora è di proprietà di un’impresa immobiliare e che sta derubando i poveri imprenditori di qualcosa che legalmente appartiene loro. La prigione.
Un oppositore alla frode elettorale che vede assolti i 40 ladroni e i loro leccapiedi. La beffa: “Bisogna voltare pagina e guardare avanti”.
Un uomo o una donna che vanno a vedere il motivo del baccano e improvvisamente sono “incapsulati” dalle forze dell’ordine. Mentre ti spintonano, picchiano e prendono a calci per portarti sul blindato, riesci a vedere che le telecamere di un noto canale televisivo sono puntate dall’altra parte.
Un indigeno zapatista nelle prigioni del malgoverno (PRI-PAN-PRD-PT-MC) da molti anni. Legge sul giornale: “Perché l’Ezln ricompare ora che il Pri è tornato al Potere? E’ molto sospetto.
-*-
Ci segui?
Ora…
Senti la certezza di essere fuori posto?
Senti l’impotenza di non poter fare nulla per impedirlo, per difenderti, per essere ascoltato?
Stai maledicendo il momento in cui ti sei messo lì, il giorno in cui sei nato, l’ora in cui hai cominciato a leggere questo testo?
-*-
Molti degli esempi sopra riportati hanno un nome, un calendario e una geografia:
Juan Francisco Kuykendall Leal. Il compa Kuy, della Sexta, professore, drammaturgo, direttore teatrale. Cranio spaccato il 1° dicembre 2012 da una pallottola delle “forze dell’ordine”. Voleva realizzare un’opera teatrale su Enrique Peña Nieto (nuovo presidente messicano, ndt).
José Uriel Sandoval Díaz. Giovane studente dell’Università Autonoma di Città del Messico e membro del Consiglio Studentesco di Lotta. Ha perso un occhio nella repressione del 1° dicembre 2012 a causa dell’attacco delle “forze dell’ordine”. Si opponeva all’imposizione di Enrique Peña Nieto.
Celedonio Prudencio Monroy. Indigeno Nahua. Sequestrato il 23 ottobre 2012 dalle “forze dell’ordine”. Si opponeva all’esproprio delle terre nahuas da parte delle compagnie minerarie e dei taglialegna.
Adrián Javier González Villarreal. Studente della Facoltà di Ingegneria Meccanica ed Elettrica dell’Università Autonoma di Nuevo León, Messico, assassinato nel gennaio del 2013 dalle “forze dell’ordine”. Voleva laurearsi ed essere un professionista di successo.
Cruz Morales Calderón e Juvencio Lascurain. Contadini catturati in Veracruz, 2010-2011, dalle “forze dell’ordine”. Si opponevano all’esproprio delle loro terre da parte delle imprese immobiliari.
Matías Valentín Catrileo Quezada. Giovane indigeno Mapuche, assassinato il 3 gennaio del 2008 in Cile, America Latina, dalle “forze dell’ordine”. Si opponeva all’esproprio della terra mapuche da parte di governo, latifondisti e imprese transnazionali.
Francisco Sántiz López, indigeno zapatista, arrestato ingiustamente dalle “forze dell’ordine”. Si opponeva alla contrainsurgencia governativa di Juan Sabines Guerrero e Felipe Calderón Hinojosa.
-*-
Dai… non disperarti, abbiamo quasi finito…
Ora immagina di non avere paura, o che ce l’hai ma la controlli.
Immagina di andare allo specchio e di non nascondere o mascherare la tua differenza, ma di sottolinearla.
Immagina di fare scudo e arma del tuo essere diverso, di difenderti, di trovare [email protected] come te, di organizzarsi, resistere, lottare, e, senza accorgersene, passare dal “sono diverso” al “siamo diversi”.
Immagina di non nasconderti dietro la “maturità” ed il “buonsenso”, dietro “non è il momento”, “non ci sono le condizioni”, bisogna aspettare”, “è inutile”, “non c’è rimedio”.
Immagina di non venderti, di non tentennare, di non arrenderti.
Riesci ad immaginarlo?
Bene, perché anche se né tu né noi ancora lo sappiamo, siamo parte di un “noi” più grande e ancora da costruire.
(continua…)
Da qualche parte di tutti i mondi.
SupMarcos
Pianeta Terra
Gennaio 2013
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Ascolta e guarda i video che accompagnano questo testo: link alla pagina di Elnlace zapatista

(Traduzione “Maribel” – Bergamo)

 

La prima parte di “Loro e noi” è all’indirizzo /2013/01/21/loro-e-noi/

 
 
 
 

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