Tav, accordo segreto Italia-Francia

 

del MOVIMENTO NO TAV

Il testo dell’Accordo di Roma del 30 gennaio 2012 sulla Torino-Lione è ora a disposizione dell’opinione pubblica grazie al Movimento No Tav

Comparso il 30 gennaio 2012 su un tavolo del ministero delle infrastrutture italiano a Roma, rapidamente firmato da Thiérry Mariani, ministre chargé des transports per la Francia, e da Mario Ciaccia, vice-ministro alle infrastrutture per l’Italia, l’accordo italo-francese per dare il via alla nuova linea ferroviaria Torino-Lione era stato perso di vista subito dopo.

Gli uffici del Ministero italiano sono stati raggiunti da numerose telefonate di europarlamentari che desideravano averne una copia per conoscere i dettagli dell’accordo non riportati dai media. La risposta degli uffici romani è stata invariabilmente: “Non sappiamo dove sia stato archiviato, ci dispiace”. Ma come nelle favole, questo documento romano accuratamente nascosto è apparso improvvisamente per dislocazione magica su un tavolo piemontese, e il Movimento No Tav è ora in grado di renderlo pubblico. Attendiamo ora che il ministero italiano pubblichi sul suo sito l’accordo e gli allegati citati tuttora non pervenuti. 

Si tratta di un testo di 24 pagine e 28 articoli [1] redatto allo scopo di convincere la Commissione europea che Italia e Francia sono d’accordo a realizzare la nuova linea ferroviaria Torino-Lione. Ricordiamo che tale accordo dovrà prima di tutto essere ratificato dai rispettivi parlamenti nazionali.

Secondo le aspettative dei due Stati membri, l’Europa dovrà sborsare il 40 per cento di un’opera che costerebbe 8,5 miliardi [2] (ma per la Francia la stessa opera costerebbe 8,2 miliardi [3]).

Come hanno confermato i quattro europarlamentari [4], che venerdì 10 febbraio hanno ispezionato il “non cantiere” de La Maddalena (di Chiomonte, in Val Susa), non vi sono certezze che l’Unione europea sostenga a fondo perduto il 40 per cento di questa Grande Opera Inutile: per diverse ragioni, tra le quali spiccano gli enormi ritardi già accumulati – ad oggi – nell’attività di progettazione e geognostica, la mancanza di certezze circa la capacità dell’Italia di finanziare interamente l’opera e, ultimo ma altrettanto importante, la mancanza di un rapporto costi benefici che garantisca le istituzioni finanziarie (tra le quali la Banca europea per gli investimenti – Bei) che dovrebbero aiutare Italia e Francia a trovare il denaro mancante.

Il processo di co-decisione in corso a Bruxelles tra la Commissione europea e il Parlamento europeo per l’approvazione di un nuovo regolamento relativo ai finanziamenti a fondo perso dei progetti Ten-T terminerà – se non vi saranno ritardi – non prima dell’inizio del 2013, per un’entrata in vigore nel 2014.

Tutte queste incertezze sono confermate dall’art. 1 comma 3, clausola principale di questo accordo, che rinvia all’Accordo di Torino del 2001 [5] :

Questa clausola è stata volutamente nascosta nei comunicati stampa dei ministeri italiano e francese, che hanno invece enfatizzato l’accordo affermando che “Il nuovo trattato sblocca definitivamente la realizzazione dell’opera che già alla fine dell’anno dovrebbe vedere l’apertura dei cantieri per il mega-tunnel di base”, e addirittura che “la Torino-Lione, dopo tante vicissitudini e peripezie che hanno alimentato persino lo scetticismo che potesse essere mai realizzata, può diventare uno dei più importanti laboratori del nuovo approccio alla realizzazione delle opere… con l’obiettivo di contenere i costi ed evitare il sovradimensionamento dei lavori”.

Ci auguriamo che ora i media diano a questa clausola l’attenzione che merita.

Vi sono quindi forti probabilità che l’Unione europea decida di non regalare denaro pubblico europeo per questa Grande Opera Inutile.

In quel caso l’Italia, o abbandonerà di sua iniziativa il progetto, oppure sborserà 4,92 miliardi di euro per la realizzazione della parte transfrontaliera della Torino – Lione, al posto dei 2,7 miliardi previsti (che in realtà la Francia calcola in 3,01 miliardi), escludendo ben inteso i futuri aumenti dei costi, che per queste opere sono la certezza.

La firma di questo accordo dimostra che l’Italia e la Francia agiscono per scucire all’Unione europea miliardi di euro in una Grande Opera Inutile.

Il Movimento No TAV denuncia con forza questo tentativo che, sotto l’apparenza di una apparente trattativa diplomatica per il progresso nelle comunicazioni ferroviarie, sembra essere un vero e proprio assalto alla diligenza condotto da tutti i governi che si sono succeduti da decine di anni.

E si augura che il Commissario europeo ai Trasporti Siim Kallas – leggendo anche il rapporto che gli sarà inviato dai quattro europarlamentari che hanno visitato la Valle di Susa il 9 e 10 febbraio – assuma le decisioni conseguenti contro lo spreco dei fondi comunitari attraverso l’annullamento di questa Grande Opera Inutile che è prioritaria solo per trasferire denari europeo nelle casse di Italia e Francia.

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 1989 – 2012, 23 anni di opposizione popolare alla nuova linea ferroviaria Torino – Lione

[1] Accordo di Roma del 30 gennaio 2012: http://www.notavtorino.org/documenti-02/testo-acc-ita-fra-30-1-12.pdf

[2] Comunicato Stampa italiano: http://www.notavtorino.org/documenti-02/ita-mit-su-acc-30-1-12.pdf

Comunicato Stampa intervento ministro Ciaccia: http://www.notavtorino.org/documenti-02/ita-vicemin-ciaccia-su-acc-30-1-12.pdf

[3] Comunicato Stampa francese: http://www.notavtorino.org/documenti-02/fr-min-mariani-su-acc-30-1-12.pdf

[4] Sonia Alfano, Eva Lichtenberger, Gianni Vattimo, Sabine Wils

[5] Accordo di Torino del 29 gennaio 2001: http://www.notavtorino.org/documenti-02/acc-ita-fra-2001.pdf

 


 
 
 
 

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