Un invito a disobbedire
INTERVISTA A ORNELLA DE ZORDO.Ornella De Zordo, consigliera comunale a Firenze per la lista di cittadinanza perunaltracittà e parte attiva di Democrazia km zero, ha raccontato a caldo le sue impressioni, sul Forum dei comuni per i beni comunic he si è tenuto a Napoli sabato scorso, al sito www.laprospettiva.eu. Ecco le sue impressioni.
Sabato scorso si è tenuto a Napoli il Forum “Comuni per i Beni Comuni”, indetto dal sindaco della città partenopea, Luigi De Magistris, con la finalità di tracciare un’alternativa possibile al modello neo-liberista muovendo proprio dalle esperienze e dalle pratiche delle comunità locali. Tra i tanti gruppi, associazioni e cittadini presenti vi era anche Ornella De Zordo, capogruppo della lista di cittadinanza “perUnaltracittà” al Comune di Firenze. Quali sono state le motivazioni che hanno spinto il vostro movimento a partecipare a questo incontro che ha portato alla nascita della “rete dei comuni per i beni comuni”?
Oltre all’evidente sintonia di fondo che lega la nostra lista di cittadinanza alla tematica dei Beni Comuni, a noi questa giornata pareva particolarmente interessante proprio perché partiva dalla concretezza di un’esperienza reale, quella dell’amministrazione del capoluogo campano. Sovente infatti, il rischio è quello di trattare la tematica dei Beni Comuni solamente in astratto. Noi pensiamo invece che proprio la declinazione di questo concetto nel vissuto quotidiano deve essere l’obiettivo verso cui indirizzare l’azione politica. I Beni Comuni sono il territorio, il lavoro, la conoscenza, l’acqua: tutte cose tangibili e vicine al nostro vissuto ma anche valori la cui pratica si contrappone nettamente all’impostazione liberista.
La partecipazione all’incontro è stata certamente vasta, molti hanno faticato non poco a trovare posto nel grande teatro Politeama. Oltre alla grande risposta di pubblico, si è trattato di un Forum interessante? Quali sono stati i suoi punti qualificanti?
La nostra sensazione è quella di aver partecipato ad un Forum interessante proprio perché mescolava esperienze istituzionali a molti movimenti e gruppi sorti dalla gestione collettiva di spazi comuni, come ad esempio gli spazi auto-gestiti del Teatro Valle o del Cinema Palazzo di Roma. Il superamento della dicotomia proprietà pubblica/proprietà privata nel più attuale concetto di uso collettivo e sociale degli spazi pubblici è stata al riguardo un punto sicuramente qualificante dell’incontro. Non è stato il solo, anzi. Grande attenzione è stata dedicata al processo di ripubblicizzazione del servizio idrico, alle battaglie contro la costruzione di inceneritori e discariche, alla difesa del territorio dalla solita speculazione della lobby del cemento. Non solo, perché anche argomenti solitamente non al centro di questi appuntamenti sono entrati nella agenda: dalla necessità di giungere ad un audit sul debito all’importanza di poter concedere la piena cittadinanza a tutti i cittadini nati sul suolo nazionale, dalla rivalutazione dei terreni agricoli all’obiettivo di portare le nostre rivendicazioni a livello comunitario. In realtà però il lascito più importante è stato forse il messaggio di radicalità estrema che è stato lanciato. L’invito a disubbidire, a lottare, a rendere la conflittualità nei confronti del sistema diffusa ed endemica.
All’incontro hanno preso parte anche tanti amministratori locali di spessore nazionale: il presidente pugliese Nichi Vendola, il sindaco di Bari Michele Emiliano, il primo cittadino di Cagliari Massimo Zedda. Tra le loro posizioni e la radicalità emersa dall’appuntamento ha notato ambiguità?
Francamente no. Tutti gli interventi muovevano da una spiccata e lucida analisi anti-liberista, che abbiamo l’obbligo nei prossimi mesi di far vivere come vera alternativa praticabile, soprattutto a livello locale. I distinguo che allontanano Emiliano da un Pd genuflesso al governo Monti, la buona amministrazione di Zedda a Cagliari sono punti qualificanti del loro agire politico. Importante per la futura crescita di noi “benecomunisti” è di poter disporre di esperienze virtuose in città di grandi dimensioni e quindi presumibilmente con ricadute a livello nazionale. A mio giudizio solo la presenza di Vendola è stata leggermente stridente. Soprattutto, ho avvertito una certa distanza tra le sue consuete narrazioni così prosaiche e ridondanti e il “disperato” bisogno di affrontare argomenti concreti che lo circondava. Mi è apparso come la vecchia politica in un laboratorio innovativo.
Prima di salutarci una curiosità: l’immagine che si porterà dentro di questo Forum?
La grande sala affollatissima all’interno del Maschio Angioino in cui parla con voce decisa la ragazza del Teatro Valle Occupato. Veramente bello e coinvolgente. Sì, proprio questa è l’immagine che voglio ricordarmi dell’incontro di Napoli.



























2 Commenti
Sensazioni condivise pienamente!
Dal tavolo su Ambiente e modello urbano ho percepito una grande voglia di innovazione concreta, a partire dalla modalità di lavoro, di discussione.
E’ stata una grande esperienza!
Condivido tutto. Mi ha particolarmente colpito la qualità di tutti gli interventi, quelli annunciati e quelli spontanei. Lo stesso clima di attenzione, partecipazione e reale voglia di discutere che c’è stato alle Piagge e a Grottammare nei due incontri nazionali di democraziakm0. Napoli è stato per me in un certo senso una continuità. Ho apprezzato molto la discrezione di De Magistrs, la chiarezza dei contenuti sempre ripetuti, la radicaltà dei toni e la voglia di “colleganza” che si respirava. Speriamo ci siano le condizioni e la volontà di proseguire. Chiaramente Napoli non può essere lasciata sola.