E se imparassimo dalla natura?
di PAOLO CACCIARI
Finalmente un testo di base di ecologia umana, di bio-antropologia o di bioumanesimo, a dir si voglia. Un testo antologico indispensabile per le scuole di ogni ordine e grado, ma anche per ambientalisti, politici e quanti abbiano voglia di capire dove nasce e come si sviluppa il pensiero ecologico. “Per comprendere l’ecosistema e il modo con cui gli esseri umani possono interagire con esso senza provocare alterazioni – scrive l’autrice – è necessario focalizzare l’attenzione sulle relazioni che intercorrono tra gli elementi che lo costituiscono, ovvero dare rilievo al dinamismo che connota l’intero sistema”. Un libro di cui c’era bisogno per ricomporre dentro una dimensione storica filosofica unitaria il mosaico di saperi spezzati in tante discipline scientifiche. Un libro che contiene un “ipertesto” formato da schede che inanellano una rassegna delle crisi ambientali in corso: riscaldamento globale, buco dell’ozono, perdita di biodiversità, esaurimento delle risorse energetiche fossili, rarefazione dell’acqua, competizione nell’uso del suolo tra coltivazioni per usi alimentari e no-food e molte altre ancora. A fronte di tali problematiche, altre schede analizzano le azioni di governance tentate dalle istituzioni politiche: dichiarazioni, protocolli, convenzioni, agende e piani di azione internazionali, indicatori di sviluppo e di sostenibilità, strumenti di valutazione degli impatti ambientali, tutte puntualmente descritte.
Senza questo grande sforzo di concatenazione tra gli studi sullo stato di salute degli ecosistemi, l’analisi della funzionalità dei cicli vitali naturali e i comportamenti umani che ne determinano l’uso e l’abuso, non è possibile capire il “metabolismo sociale” – come direbbe Martinez Alier – del nostro sistema di produzione e di consumo. Realtà fattuale e pensiero, miti, psicologia sociale, modelli umani di riferimento trovano nell’ecologia le verifiche e i riscontri necessari. Lo studio della natura, senza considerare l’influenza dell’“imperfezione” umana (ecocentrismo) e, viceversa, le scienze umane – a cominciare dalla sua regina; l’economia – non relazionate ai sistemi vitali, naturali connettivi (antropocentrismo, etnocentrismo, endocentrismo), non ci fanno fare molta strada. La sfida dell’ecologia è rompere la separatezza secolare – da Bacone a Nietzche, ma forse ancora da prima, dal pensiero greco-giudaico, e sicuramente ancora in corso – tra uomo (inteso in senso proprio come maschio, bianco, proprietario) e natura, tra mente e corpo, tra razionalità calcolatrice ed emozionalità sentimentale, tra uomo e donna, tra bambino e adulto, tra il locale e il planetario, tra l’individuo singolo e le comunità sociali. La natura – ci invita Vandana Shiva – va vista come intreccio di forze cognitive, emotive e sociali. Per comprenderla – come dice il teologo brasiliano Leonardo Boff – bisognerebbe possedere una razionalità sensibile e cordiale. In definitiva, un umanesimo ecologico. Siamo stati abituati dalla società industriale a vedere il sole, il vento, l’acqua attraverso gli occhiali dell’utilitarismo come fossero pannelli fotovoltaici, pale eoliche, turbine e non siamo più capaci di apprezzarli come luce, colori, profumi, fragranze… “La natura come valore esistenziale”, scrive Banini. Beni indivisibili e incommensurabili con il metro del denaro. Common goods. Beni comuni, come rivendicano oggi numerosi movimenti.
La sottomissione della natura alla potenza di trasformazione geofisica raggiunta dalle tecnologie ha comportato la desacralizzazione del mondo. Da qui “il complesso degli dei” (Richter), il delirio di onnipotenza o, più penosamente, la perdita del senso del limite, la stolta dismisura, l’autodistruzione dell’unico habitat dentro cui la specie umana può sopravvivere. “La natura – scrive Banini - è in grado di reagire agli input destabilizzanti attraverso i suoi processi di autopoiesi, resilienza, resistenza, che però hanno un limite, oltre il quale si innescano morfogenesi dagli esiti imprevedibili e rischiosi per lo stesso genere umano, laddove l’integrità dell’ecosistema è condizione basilare per garantire benessere e progresso effettivo all’intera umanità”. L’essere dell’uomo – hanno scritto in molti – è nel mondo e non contro il mondo. Impararci a con-vivere è la sfida del nostro tempo. L’obiettivo – secondo l’autrice – deve essere “l’integrazione tra società, economia e natura”.
Con questo volume Tiziana Banini ci invita a tornare alla “primavera dell’ecologia”, a Barry Commoner (Il cerchio da chiudere, del 1972) da cui prende spunto il titolo del volume. E’ il momento in cui cambia “il modo di intendere l’ambiente – afferma l’autrice – sotto il profilo non solo sociale e politico, ma anche scientifico”; dal determinismo, al funzionalismo, fino all’olistica sistemica. Una straordinaria stagione che portò alla Conferenza di Stoccolma su “Human Environment” e alla nascita della agenzia dell’Onu per l’ambiente. Autori come Odum, Aurelio Peccei e i Meadows (autori del primo rapporto del Club di Roma), Georgescu-Roegen, Kenneth Boulding, Herman Daly, Gregory Bateson, Arne Naess, Ivan Illich, Ernst Friedrich Shumacher, André Gorz, James Lovelock, Hans Joanas, Carolyn Merchant, Cornelius Castoriadis, Edgar Morin, Fritrjof Capra, Murray Bookchin… hanno segnato un salto nelle scienze. Poi i terribili anni del neo-oscurantismo dell’ideologia neoliberista, del ritorno “alla concezione lineare e meccanica del tempo” (quella della crescita esponenziale del Pil) che ci hanno portati alla “crisi di sistema” in cui viviamo. Una crisi non solo finanziaria e nemmeno solo economica, ma climatica, energetica, alimentare, idrica… che ci sta portando a tremende lotte per l’accaparramento delle materi prime residue. “Da trent’anni – scrive Banini – si è consapevoli che il modello di sviluppo basato sulla crescita economica è fallimentare sia sotto il profilo ambientale, sia sotto il profilo sociale, perché non assicura democrazia, perché non garantisce benessere reale, perché non è supportabile dall’ecosistema, perché si regge su una profonda sperequazione globale nell’accesso alle risorse fondamentali”. L’autrice consiglia di “imparare dalla natura” dove vigono i principi di interdipendenza, ciclicità, partecipazione e flessibilità.
Il volume si chiude con un capitolo sulla decrescita e sulla bioeconomia di Gerorescu-Roegen, di Latouche, Bonaiuti e sull’economia solidale descritte come “un cambiamento di orizzonte valoriale” prima ancora che come un nuovo progetto politico.
Tiziana Banini insegna Geografia ambientale e Geografia culturale alla università Sapienza di Roma.
Tiziana Banini, “Il cerchio e la linea. Alle radici della questione ambientale”, Aracne, 2011, pp. 567, euro 33,00




























1 Commenti
Caro Paolo ,
trovo particolarmente interessante la recensione e , per quanto mi riguarda , ho “ordinato” il libro…ma c’è UN’URGENZA …e bisognerebbe mobilitare tutti i movimenti ( la piazza del 15 ottobre…) per porre all’attenzione generale la riunione di DURBAN e suggerire un’azione e una pratica comune …ORA !
GRIDIAMOLO DAPPERTUTTO : A DURBAN SI DECIDONO I DESTINI DEL MONDO !
LORO SONO L’1% NOI SIAMO IL 99% ! RIDURRE LA CO2 DELL’80% ENTRO IL 2020 PER SALVARE L’UMANITA’ E LA TERRA !
http://www.gaetanostella.splinder.com
Gli scienziati dell’IPCC proprio in questi giorni ci hanno detto che nel 2010 sono state riversate in atmosfera 33,5 miliardi di Co2 . Con un aumento del 6% rispetto al 2009 . VIVIAMO GIA’ LA CATASTROFE e andiamo spediti verso IL COLLASSO del SISTEMA TERRA . La terra si riscalda sempre di più . L’EFFETTO SERRA è in atto.I“fenomeni estremi”, causati appunto dall’aumento della Co2 nell’atmosfera , stanno diventando normalità quotidiana in tutto il mondo . Nel nostro paese , dopo avere vissuto un’estate “infinita” che ora si è trasformata in una lunga primavera, in circa un mese abbiamo avuto un bombardamento di bombe d’acqua ( cioè la caduta violenta di una grande massa d’acqua in un lasso di tempo estremamente breve.. come mai prima..) che dalla Lunigiana a Genova alla Sicilia hanno devastato il territorio causando circa 30 morti –una STRAGE !- frane smottamenti allagamenti distruzioni . E mentre IL REGIME MEDIALE riduceva tutto a “nubifragi imprevisti e imprevedibili” in realtà si produceva una miscela tremenda tra FENOMENI ESTREMI e territorio e luoghi torrenti e fiumi,usurati cementificati abbandonati negli argini negli alvei e nella cura, il tutto come “risultato” della CRESCITA e dello “sviluppo” distruttivo degli ultimi anni . Ma il Professor MONTI-TRILATERAL-GOLDMANSACHS , seguace delle religione liberista , nei suoi interventi in Parlamento , dove è arrivato come salvatore della Patria in nome di Bce Ue Fmi ..e tutti I POTERI FORTI con la “cooptazione” di Napolitano e l’unità di tutte le CASTE padronali politiche bancarie religiose mediali ecc. , nei suoi interventi in Parlamento non ha mai pronunciato le parole “patrimoniale sui ricchi” “banche e speculatori cause della crisi” …e neanche C02 “effetto serra” e DURBAN . Ha solo ripetuto , fino alla nausea, la parola CRESCITA. Che, come è ormai evidente anche ai ciechi , è la causa della distruzione in atto . Perché non può esistere una crescita infinita in un mondo finito.Perchè sul fatto che IL CAPITALISMO e la Crescita e lo sviluppo che ne sono derivati –con l’uso del petrolio e dei combustibili fossili…-è la causa dell’aumento della Co2 e dell’effetto serra non c’è più nessun dubbio. La CRISI che viviamo è radicale . Ed è contemporaneamente ECOLOGICA –AMBIENTALE- FINANZIARIA-ALIMENTARE-POLITICA-SOCIALE..E’ in discussione l’abitabilità della terra . – In queste ore a Milano e a Roma ( e non solo!), non si “respira” e i sindaci , compreso l’”arancione Pisapia”, arrancano e si prostrano davanti alle lobby dell’auto e del petrolio…- La globalizzazione del Capitalismo nella fase liberista ha concentrato la ricchezza e il potere nelle mani di una ristretta minoranza ( l’1 % !) e ha devastato (e sta devastando) la TERRA con la crescita della Co2 . Da una parte ha prodotto fame miseria sfruttamento disuguaglianze spaventose precarietà frammentazione competizione espropriazione e alienazione . Dall’altra il riscaldamento terrestre sta producendo lo scioglimento dei ghacciai l’innalzamento e il riscaldamento di mari e oceani siccità e deforestazione…già isole vanno sott’acqua e la GROENLANDIA e l’ANTARTIDE si stanno sciogliendo…con il loro scioglimento si prevede un innalzamento del livello dei mari di 7 e 12 metri …con il livello attuale di Co2 , se non si riduce dell’80% entro il 2020, come propone LESTER BROWN , il riscaldamento sarà del 4%.E’ L’APOCALISSE! MA UNA CENSURA PLANETARIA la nega e la nasconde . Non solo i nostri mezzi busti e servimediali di RAISET ( dipendenti di B. o dei boss della casta…) nascondono LA REALTA’ – l’altro ieri hanno nascosto accuratamente la manifestazione di Roma per l’acqua pubblica la difesa dei BENI comuni e per il rispetto dell’esito referendario…- anche il regime mediale planetario non ha parlato di DURBAN e non racconta ai popoli la situazione reale del mondo. Stanno solo conducendo una campagna TOTALITARIA per impaurirlo e terrorizzarlo con “i mercati” “ le agenzie di rating” “ l’Fmi” “lo spread” ecc. , come fossero le nuove divinità e come se rappresentassero la voce della VERITA’, la neutrale oggettività . Mentre è in atto in nome del DEBITO e della CRISI , che lorsignori hanno creato e su cui ora speculano , il massacro e l’esproprio dei popoli del loro presente e del loro futuro .IL DEBITO NON SI DEVE PAGARE! Facciamo come in ISLANDA ! Proponiamo un’inchiesta per sapere chi l’ha fatto come è composto e perché paghiamo agli speculatori…e decidiamo collettivamente cosa farne …(come propone G. Viale!).ORGANIZZIAMO NOI UN REFERENDUM DAL BASSO !… A DURBAN SI DECIDONO I DESTINI DEL MONDO , gridiamolo . E diciamo anche che gli USA ( che con il 5% di popolazione emette il 30% e più di Co2..) e la Cina,del supersfruttamento dell’inquinamento dei fiumi e delle falde acquifere delle tempeste di sabbia e dell’avanzata dei deserti e della riduzione degli acquiferi e che “compra”(?!) terra in Africa .. )giocano a fare fallire il summit. Gridiamo anche che il nostro paese non ha rispettato neanche KYOTO e che le emissioni sono aumentate del 13%…e che per uscire dalla CRISI bisogna USCIRE DAL CAPITALISMO ridistribuire le risorse e la ricchezza e il lavoro dando a TUTTI il sufficiente per vivere salvando noi stessi e la TERRA. CONTRO IL MITO DELLA CRESCITA bisogna cambiare stili di vita , inseguire/inventare una prosperità e un BENESSERE senza crescita, difendere e autogestire i BENI COMUNI,passare alle energie alternative ( uscendo dal petrolio e dai fossili!), ritornare alla natura e all’agricoltura contadina e biologica …
SI AVVICINA NATALE:LANCIAMO UNA CAMPAGNA MONDIALE , e in modo particolare in Occidente … -PER IL RISPARMIO ENERGETICO : niente luminarie e luci perenni nelle città e nei paesi sui monumenti e nelle vetrine…diciamo NO all’orgia di mercificazione e consumismo Co2 e distruzione… -LASCIAMO L’AUTO A CASA e diciamo NO a SUV TIR e TAV…-LANCIAMO DAPPERTUTTO i GAS ( gruppi solidali d’acquisto autorganizzati, per una filiera diretta e corta e il rilancio di un’agricoltura biologica e senza chimica e fitofarmaci…), PUNTIAMO sulla sovranità alimentare contro il cibo spazzatura,costruiamo ORTI individuali e collettivi mercati rionali ,…e riuso riciclo …usciamo dal DIO MERCATO ! RIPRENDIAMOCI LA RAI l’informazione la verità e la realtà !
-DICIAMO NO agli impacchettamenti e alle buste di plastica e all’acqua nelle bottiglie di Pvc all’usa e getta al consumismo e alla mercificazione totale…per gesti individuali e collettivi capaci di cambiare subito il mondo…in una rivoluzione come riappropriazione e molecolare trasformazione…
- DICIAMO NO DAL MOLIN VIA LE BASI E VIA DAll’AFGHANISTAN !No ai 131 F35 (aerei bipartisan di morte..20 miliardi!), diciamo che bisogna dimezzare le spese militari (27 miliardi l’anno!) , azzerare l’evasione con una mobilitazione di massa per scovare LORSIGNORI ( 120 miliardi l’anno effettivi che hanno fatto il DEBITO!), stabilire una patrimoniale sul 10% che possiede il 45% della ricchezza,ri-tassare gli “scudati” che hanno pagato solo il 5% per lavare il malloppo, liberare lo Stato delle mafie (135 miliardi l’anno!) e dalle cricche e dalla corruzione (60 miliardi l’anno!), diciamo no alle doppie e triple pensioni e a quelle d’oro ( massimo pensioni di 3000 euro!) , dimezziamo lo stipendio a tutti gli “eletti” (i cooptati/nominati!) eliminiamo benefit vitalizi e privilegi , diamo come stipendio massimo per tutti i manager eliminando bonus e Stok options non più di 10 volte quello operaio,e rivalutiamo le pensioni e gli stipendi eliminando la legge 30 sulla precarietà e stabilendo un reddito per il diritto alla vita, investendo in scuola università cultura ricerca e cura della natura del paesaggio e della bellezza…investendo nel riassetto idrogeologico del territorio …. Facendo della RICONVERSIONE ECOLOGICA generalizzata…l’asse di una nuova cultura e una nuova CIVILTA’.
Gaetano Stella