Un lacrimogeno in faccia al No Tav
Nel video, che si può vedere nella pagina di questo articolo, e nella lettera qui sotto il racconto di Alessandro Lupi, il giovane No Tav colpito da un lacrimogeno in faccia: ora è in ospedale, la prognosi è riservata e dovrà essere operato. Il video è stato girato da “TG Maddalena”, un gruppo che sta documentando giorno per giorno con i suoi filmati quel che succede intorno al fortilizio asseditao della Maddalena di Chiomonte: è tutto su Youtube.
Ecco la lettera di Alessandro.
Ho una grande difficoltà a parlare, non potrò mangiare se non tramite cannuccia
per almeno le prossime tre settimane, provo dolore ogni volta che mi muovo, per starnutire devo tener ben ferme le mascelle altrimenti si smonta quella superiore, non posso nemmeno soffiarmi il naso… ma posso scrivere!
Ciao a tutti, sono Alessandro, quello sfigato che fino a domenica scorsa credeva ancora di vivere in democrazia, credeva di poter camminare in mezzo alla gente (alla sua gente) e sulla terra (anche sua) liberamente, pensava di poter condividere coi suoi amici un’iniziativa che potesse essere utile per tutti ; poi, all’improvviso il caos, non so ancora il perchè e forse non lo capirò mai, ricordo solo che dal campeggio ho visto le traiettorie dei lacrimogeni sparati verso la strada e poi verso il camping, mi sono precipitato (indossando preventivamente la maschera antigas) verso il ponte, incrociando tanta gente spaventata, chi urlava, chi tirava per un braccio il proprio bambino cercando una via di fuga e fumo… quel maledetto fumo e odore terribile che fa bruciare gli occhi e gola oltre a che a danneggiarti per il futuro; mi sono fatto largo tra la gente con in mano la mia macchina fotografica per documentare quanto stava accadendo e poi sul ponte mentre filmavo… un colpo in faccia allucinante, immagini frammentate come dei fermi immagine, ero a terra, non capivo poi davanti ai miei occhi quel maledetto candelotto che spruzzava gas… qualcuno lo ha preso e lanciato nel torrente, qualcun altro mi ha aiutato a rialzarmi e mi ha accompagnato al camping dove un medico mi ha prestato le prime cure …
In ospedale continuavo a pensare alla gente (la mia) rimasta giù al presidio, alle donne, ai bambini, agli anziani che come me credevano che in un paese civile e democratico si potesse trascorrere una domenica al campeggio e partecipare ad una festa di Alpini in congedo e alla sera alla proiezione di un filmato su Borsellino e la sua scorta uccisi dalla mafia, la stessa mafia che lucra sulle grandi opere con i tentaticantieri difesi dagli stessi poliziott, ma purtroppo non ci è stato possibile proiettare nulla; pensavo quindi ai rischi che stavano correndo tutte quelle brave persone valsusine e non, e continuavo a pensare: SE FOSSI STATO DI CORPORATURA PIU’ ESILE, SE FOSSI STATO UN ANZIANO O UN BAMBINO, O SE MI AVESSERO CENTRATO IN UN OCCHIO
SAREI MORTO!
Evidentemente è quello che cercano…
A chi mi ha aiutato a rialzarmi, al medico che mi ha curato al camping, a Simonetta che mi ha trasportato al pronto soccorso, ai medici e infermieri del pronto soccorso di Susa che sono stati splendidi e che mi hanno “coccolato” e a tutti voi che mi avete dimostrato una grande amicizia e solidarietà dico GRAZIE di cuore e mi permetto di ricordare a TUTTI che non siamo noi quelli dalla parte sbagliata! Dobbiamo continuare, dobbiamo resistere! A SARA’ DURA.
Alessandro Lupi



























6 Commenti
[...] parsimonia. Un ragazzo che sta documentando l’accaduto con la macchina fotografica viene colpito in piena faccia da un lacrimogeno lanciato ad altezza uomo che gli devasta il volto, mentre le tende del campeggio subiscono l’ennesima irrorazione di [...]
[...] parsimonia. Un ragazzo che sta documentando l’accaduto con la macchina fotografica viene colpito in piena faccia da un lacrimogeno lanciato ad altezza uomo che gli devasta il volto, mentre le tende del campeggio subiscono l’ennesima irrorazione di [...]
[...] parsimonia. Un ragazzo che sta documentando l’accaduto con la macchina fotografica viene colpito in piena faccia da un lacrimogeno lanciato ad altezza uomo che gli devasta il volto, mentre le tende del campeggio subiscono l’ennesima irrorazione di [...]
[...] parsimonia. Un ragazzo che sta documentando l’accaduto con la macchina fotografica viene colpito in piena faccia da un lacrimogeno lanciato ad altezza uomo che gli devasta il volto, mentre le tende del campeggio subiscono l’ennesima irrorazione di [...]
[...] http://www.democraziakmzero.org/2011/07/27/un-lacrimogeno-in-faccia-al-no-tav-2/ Le forze dell’ordine, che occupano parecchi spazi senza alcun diritto, da mesi hanno cominciato poi a raccogliere informazioni e foto su tutto il mondo che gira intorno ai NoTav. Hanno fatto appostamenti un po’ ovunque, armati di teleobiettivi, riprendendo volti e targhe di automezzi. Dopo la maxi manifestazione dove si è parlato di adesioni tra le 60 e le 100.000 persone, hanno poi inasprito la vigilanza: è un continuo abusare della forza coercitiva. Chiunque è soggetto a controlli arbitrari: chi si sposta verso Giaglione (il paese più comodo per accedere alla Maddalena, ora che è stato messo sotto sequestro l’accesso da Chiomonte) è quasi certo di venire fermato e identificato dalle forze dell’ordine. Ma non solo. A molte persone, ivi incluso il personale del nostro Gruppo Consiliare Piemontese, oltre al controllo dei documenti, viene scattata una o più foto. Non sappiamo se ciò è plausibile, legale, lecito: gli avvocati NoTav stanno, nonostante la già immensa mole di lavoro, esaminando le varie normative, ma di certo non è giustificabile il fatto che, oltre al volto, a molti ragazzi è stato richiesto di mostrare i propri tatuaggi, “immancabilmente” poi fotografati. Domanda: è legittimo costituire un database di questo tipo, in un Paese democratico, tal si spaccia la Repubblica Italiana? E non solo identificazioni, ma anche una serie infinita di perquisizioni. Per un nulla ti portano in questura o al commissariato: basta una maschera antigas in auto, o dei limoni o del maalox, per correre il serio rischio di passare ore con le forze dell’ordine, e vedersi consegnare un verbale da parte loro. Come se uno non avesse il diritto di difendersi, sulla propria terra, da gas lacrimogeni vietati persino in guerra, ma stranamente utilizzabile sui civili. http://www.nocensura.com/2011/07/classe-mista-lezione-sui-danni-dei.html Intimidazioni, terrorismo psicologico. Ma hanno fatto i conti senza l’oste: Val di Susa non si arrende. I Valsusini sono a casa loro, e non accetteranno mai di non esser padroni del loro futuro, delle proprie vite. Il video in testa è il finale di un concerto gratuito tenuto al presidio sabato scorso (“NO TAV chiama Italia: Roma risponde”): Giulia Tripoti, romana, a gran voce canta inno “No Tav”. Finito il concerto, come d’abitudine, si è andati a ricordare tutti insieme alle forze dell’ordine che quella terra non appartiene a loro, ma alla gente. [...]
[...] Per motivi di sicurezza, le immagini, le riprese, girate in questo periodo, non sono state divulgate, se non a piccole e controllate dosi, in modo da non interferire con il lavoro di tutta quella gente che al “fronte” ogni giorno rischia di persona per la propria libertà, e incolumità: la situazione in valle non è facile.http://www.democraziakmzero.org/2011/07/27/un-lacrimogeno-in-faccia-al-no-tav-2/ [...]