L’incontro di DKm0 a Genova
Siamo state a Genova, in occasione del decennale del G8, per partecipare all’incontro di Democrazia km zero “L’onda lunga della democrazia insorgente”. Eravamo lì per conto della nostra associazione Luoghi Comuni, del Piceno marchigiano, anche per verificare il lavoro fatto e capire come andare avanti con la rete di DKm0
Abbiamo cercato di esplorare, nella miriade di iniziative in programma nel calendario di Genova 2001-2011 “Loro la crisi noi la speranza”, gli incontri dove si ragionasse di nuove connessioni tra beni comuni e democrazia. Un po’ di smarrimento iniziale, troppe le iniziative dai titoli assolutamente imperdibili , un effetto mordi e fuggi, poche forse le occasioni comuni nei primi giorni che non fossero “di memoria”. A noi, che la sfida della democrazia la viviamo sperimentando “colleganza” localmente, con un impegno concreto per ora centrato soprattutto sui temi dell’acqua e del consumo di suolo, essendo per altro spesso deluse dalle difficoltà e dai rischi continui di arretramento, il programma di Genova con le tante iniziative interessanti , ma separate, di associazioni, partiti e comitati ha fatto capire che la sfida, non solo sul nostro territorio, è proprio questa: come stare insieme oltre i vecchi recinti ed essere capaci di un vero lavoro comune; ci è apparsa per questo particolarmente importante la strada intrapresa con la rete nazionale ed il sito di Democrazia km zero.
I vari incontri che abbiamo avuto di modo di seguire – alcuni soltanto a stralci – insieme ai temi urgenti del momento (lavoro, migranti, diritti, legalità, beni comuni, altra economia, etc) hanno affrontato necessariamente anche la questione della crisi della democrazia. Ma diquesto si è parlato in maniera diretta e specifica soltanto nell’appuntamento “L’onda lunga della democrazia insorgente” di mercoledì 20 luglio, promosso appunto da Democrazia km zero.
Più che di una vera e propria analisi, si è trattato di un intreccio di punti di vista: quelli di chi, per mestiere, riflette teoricamente sulla crisi “terminale”, come l’ha definita Anna Pizzo, della politica, dell’economia e dello Stato, e di chi nei territori resiste e presidia praticando più o meno consapevolmente nuove forme di partecipazione. Se tutti avevano capito già dal 2001 che il nodo era la democrazia, perché oggi siamo a questo punto? Come si fa a rimediare? E possibile la colleganza con soggetti anche economici che non stanno nel nostro consueto spazio di affinità ma che iniziano ad avvertire la necessità di un cambiamento? Quali nuovi strumenti la ricerca può mettere a disposizione della pratica? Come si fa ad andare oltre la resistenza? Quali azioni decisionali sostitutive di quelle tradizionali possono sperimentare i cittadini? Queste sono state le domande cruciali formulate con una pluralità dei linguaggi, dalle diverse esperienze, negli interventi di Pierluigi Sullo (giornalista), Mario Pezzella (docente alla Normale di Pisa), Claudio Giorno (movimento No Tav), Marco Palma (movimento No dal Molin), Enrico Panini (segretario confederale della Cgil), Pier Paolo Poggio (curatore di un’opera monumentale sul comunismo eretico del Novecento), Anna Pizzo(giornalista), Paolo Cacciari (dell’Associazione della decrescita), Olimpia Gobbi (Luoghi Comuni), Marina Sartorio (del gruppo per la decrescita di Genova).
Sul filo delle domande, delle esperienze raccontate e di alcune proposte (nuove regole e nuove forme per la rappresentanza, riacquisizione di luoghi da parte di cittadini, leggi di iniziativa popolare, modifica degli Statuti comunali, etc.) si è avvertita con forza l’opportunità di ulteriori incontri.
Siamo dunque ripartite da Genova con il bisogno e l’attesa di un prossimo momento comune di ricerca operativa e con la rafforzata consapevolezza che i “nostri” nodi critici – quelli che riconosciamo sul nostro territorio – sono i nodi di tutti.




























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